PEDAGOGIA


L'AFFERMAZIONE DELL'UMANESIMO 


 L'affermazione dell'Umanesimo e della sua proposta educativa in Italia pose numerose questioni di carattere storico. Il Medioevo appare ancora come un periodo lungo e oscuro della civiltà europea, durante il quale si sarebbe soltanto conservato il patrimonio intellettuale dell'età classica fino a risveglio che avrebbe dato l'avvio alla modernità. Questa tendenza a svalutare il medioevo comincia a farsi strada con l'opera di alcuni intellettuali che animarono il vasto movimento poi definito con il termine Umanesimo. Ad essi si si può far risalire l'approccio negativo nei confronti del Medioevo: furono loro a diffondere un atteggiamento di critica aspra della cultura medievale, specialmente nei suoi aspetti teologici, e l'esigenza correlativa di un pensiero nuovo e di una nuova concezione del mondo e della vita. Tale termine evoca la humanae litterae e la nozione di Humanitas che l'Occidente ha ereditato dalla cultura latina classica. Non soltanto in senso estetico, ma innanzitutto in senso morale, l'età classica ha lasciato in eredità alle epoche successive una visione della realtà chi è caratterizzata da una forte consapevolezza del valore unico dell'uomo tra gli esseri dell'universo. L'esaltazione dell'uomo e la consapevolezza della drammaticità della sua condizione furono contrapposte, con scopi prevalentemente polemici, alla presunta staticità della cultura teologica medievale e in questo consiste la tradizionale contrapposizione della modernità dell'Umanesimo rispetto al Medioevo.

QUANDO INIZIA L'UMANESIMO? 






Definire una data di inizio dell'umanesimo non è un'impresa facile così com'è difficile anche stabilire gli iniziatori di questo periodo. Alcuni lo fanno risalire a Dante Alighieri altri attribuiscono a Francesco Petrarca il ruolo di iniziatore della nuova corrente umanistica. Lo storico e filosofo francese Etienne Gilson ha messo in evidenza come l'atteggiamento umanistico dello stesso Petrarca si possa collocare in una sorta di continuità con il medioevo stesso. La lettura delle sue opere mostra come la novità dell'umanesimo si opera sulla riscoperta dell'antico e del classico contro la cultura del suo stesso tempo. Il primo movimento culturale della modernità sostenne le ragioni di un ritorno al passato idealizzato dell'età classica, lontana molti secoli dal suo presente. Dopo le opere di Tommaso d’Aquino e di Bonaventura che avevano dato una sistemazione compiuta al pensiero medievale, la cultura scolastica entrò in crisi. L'indebolimento della scolastica intesa come riflessione razionale sul divino allargò lo spazio per una linea di pensiero che affondava le sue radici nella tradizione patristica che si prolungò nel medioevo nella vasta letteratura monastica. Fu nei monasteri che si compì l'importante opera di conservazione del patrimonio della cultura latina classica; I grandi auctores continuarono ad essere letti lungo tutto il corso del medioevo, insieme alle traduzioni latine dei grandi pensatori greci. La conservazione della cultura latina era giustificata dalla consapevolezza che in essa erano contenute verità teologiche e morali che secondo alcuni trovavano compiuta espressione solo nella fede cristiana del resto gli stessi grandi padri della Chiesa avevano fatto tesoro di autori classici come Cicerone e Quintiliano

UNA NUOVA RELIGIOSITA' 

 

Altro elemento per comprendere appieno le varie componenti che stanno alla base dell'umanesimo è proprio la forte incidenza di nuovi movimenti religiosi. Così accanto alla forza dell'agostinismo che si riallacciava esso stesso alla tradizione platonica e neoplatonica, si era sviluppato fin dal V-VI secolo la corrente mistica originata dagli scritti del cosiddetto Dionigi l'Aereopagita, proseguita con esiti alterni fino all’XI-XII secolo attraverso autori enigmatici come Scoto Eriugena e approdata alle grandi sistemazioni teologiche dell'opera di Pietro Lombardo e ancor più di Alberto Magno, il santo domenicano a cui si deve quella che Gilson ha considerato quasi la terza via della scolastica. Con la crisi interna della scolastica, questa tendenza acquisto nuovo vigore influenzando sia Bonaventura sia figure rilevanti del 300 religioso come Jean de Gerson, Tommaso da Kempis, Meister Eckhart  e Johannes Tauler. Tale corrente di pensiero mirava a riscoprire la vita interiore e la semplicità dei discorsi evangelici come fonti autentiche del cristianesimo, rifiutando le costruzioni della teologia speculativa medievale. Un movimento che raccoglieva chierici e laici, i fratelli della vita comune, sorto direttamente da alcune di queste istituzioni, ebbe molto rilievo per i nuovi orientamenti offerti alla problematica educativa nel contesto dell'esigenza di una rinnovata spiritualità cristiana, tanto da giungere a influenzare direttamente una figura di prima grandezza come Erasmo da Rotterdam















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